• Peste suina africana, focus sulla prevenzione durante Conferenza Ministeriale a Bruxelles

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    Le misure da adottare per impedire diffusione del virus

    Cinghiali pixabay

    Le misure per prevenire la diffusione della peste suina africana (Psa) in Europa sono state al centro della Conferenza Ministeriale sul tema: “Eradicazione della peste suina africana in EU e gestione a lungo termine delle popolazioni di cinghiali”, che si è svolta a Bruxelles il 19 dicembre 2018. Lo riferisce il Ministero della Salute, precisando che durante l’incontro sono state presentate le esperienze del Belgio e della Repubblica Ceca, che sono stati colpiti dalla malattia. In particolare, i due Stati membri hanno descritto le iniziative messe in atto per gestire le carcasse e illustrato alcune caratteristiche ecologiche del virus nei casi di contagio dei cinghiali.

    È stata inoltre evidenziata la necessità di migliorare la cooperazione tra le componenti agricole, sanitarie e ambientali e di definire una strategia di gestione, efficace e a lungo termine, della popolazione dei cinghiali, compatibile anche con le norme ambientali. In particolare, è stata incoraggiata l’adozione di piani d’intervento volti a ridurre significativamente la densità dei cinghiali, che dovrebbero essere adottati non solo nelle aree già infette, ma anche in quelle indenni - come l’Italia continentale.

    Il Ministero aggiunge che il 20 dicembre, dopo la Conferenza di Bruxelles, si è svolta presso la Direzione generale della sanità animale una riunione a cui hanno partecipato i massimi esperti nazionali in tema di Psa, per mettere a punto un piano di sorveglianza su tutto il territorio nazionale e per adottare il nuovo piano di eradicazione della malattia in Sardegna – dove la malattia è presente sin dal 1978, senza mai varcare i confini dell’Italia continentale.

    Dal 2014 la peste suina africana si è diffusa in diversi Paesi dell’Est dell’Unione Europea e in numerosi Paesi africani, oltre che in Russia, Ucraina, Moldova e Cina. La malattia si trasmette per contatto diretto con altri animali infetti, oppure indirettamente, attraverso attrezzature e indumenti contaminati. Ma anche tramite la somministrazione ai maiali di scarti di cucina, pratica vietata dai regolamenti europei ormai dal 1980. Per questo motivo, il Ministero sottolinea che i viaggiatori che transitano o rientrano ciclicamente in Italia, provenienti da aree in cui la malattia è presente, possono rappresentare veicoli inconsapevoli di trasmissione del virus agli animali attraverso pratiche igieniche o di smaltimento di rifiuti alimentari non corrette.

    Per prevenire la diffusione del virus, il Ministero della Salute invita quindi a osservare le seguenti precauzioni:
    - non portare in Italia, dalle zone infette comunitarie, prodotti a base di carne suina o di cinghiale (come carne fresca e carne surgelata, salsicce, prosciutti, lardo, salvo che i prodotti non siano etichettati con bollo sanitario ovale);
    - non portare in Italia prodotti a base di carne suina o di cinghiale, freschi o surgelati, salsicce, prosciutti, lardo da Paesi extra-europei;
    - smaltire i rifiuti alimentari, di qualunque tipologia, in contenitori idonei e non somministrarli per nessuna ragione ai suini domestici;
    - non lasciare rifiuti alimentari in aree accessibili ai cinghiali;
    - informare tempestivamente i servizi veterinari del ritrovamento di un cinghiale selvatico morto.

    Inoltre, ai cacciatori si raccomanda di:
    - pulire e disinfettare le attrezzature, i vestiti, i veicoli e i trofei prima di lasciare l’area di caccia;
    - eviscerare i cinghiali abbattuti solo nelle strutture designate;
    - evitare i contatti con maiali domestici dopo aver cacciato.

    Infine, gli allevatori devono rispettare i seguenti accorgimenti:
    - rispettare le norme di biosicurezza, in particolare cambiare abbigliamento e calzature quando si entra o si esce dall’allevamento;
    - scongiurare i contatti anche indiretti con cinghiali o maiali di altri allevamenti;
    - notificare tempestivamente ai servizi veterinari sintomi riferibili alla Psa ed episodi di mortalità anomala tra gli animali.

    Foto: Pixabay

    redazione 03-01-2019 Tag: peste suina africanasalute animaleUEprevenzionesuinicinghiali
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