• Ministero della Salute, i risultati del “Piano nazionale Ogm 2017”

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    Rispettati i requisiti di etichettatura previsti dalla normativa vigente

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    In Italia la presenza di organismi geneticamente modificati (Ogm), autorizzati e non, all’interno degli alimenti continua a essere limitata e in concentrazioni estremamente basse. Inoltre, i prodotti alimentari presenti sul mercato italiano rispettano i requisiti di etichettatura previsti dalla normativa vigente, assicurando una corretta informazione al consumatore. Lo evidenzia il “Piano nazionale triennale di controllo ufficiale sulla presenza di organismi geneticamente modificati (OGM) negli alimenti” relativo al 2017, predisposto dal Ministero della Salute in collaborazione con il Centro di referenza nazionale per la ricerca degli Ogm (Crogm) e l’Istituto superiore di sanità.

    Il Piano descrive i risultati delle attività di controllo svolte in questo specifico ambito dalle Autorità sanitarie regionali e provinciali, in applicazione della normativa quadro del settore degli Ogm, i regolamenti comunitari 1829/2003 e 1830/2003, e del regolamento CE 882/2004 relativo ai controlli ufficiali. Il 2017 è il terzo anno della programmazione del “Piano Nazionale Ogm 2015-2018”.
    Nel 2017 il numero complessivo dei campioni prelevati e analizzati, appartenenti a diverse matrici alimentari, è stato di 782: 671 sono stati effettuati sul territorio, mentre 111 riguardano l’attività d’importazione.

    Controlli sul territorio – Le ispezioni condotte sul territorio hanno riguardato prodotti trasformati e materie prime principalmente a base di mais, soia e riso. Su un totale di 671 campioni prelevati e analizzati, la percentuale di quelli positivi è stata del 4%, senza riscontro di non conformità. Secondo il Ministero della Salute, i risultati confermano “sempre di più, sia la consapevolezza crescente degli operatori del settore alimentare, che pongono particolare attenzione lungo tutta la filiera alimentare, dall’approvvigionamento delle materie prime alla commercializzazione del prodotto finito, sia l’efficacia dei controlli ufficiali messi in atto”.

    Controlli all'importazione – Le verifiche sull’attività d’importazione sono state leggermente inferiori rispetto all’anno precedente: nel 2017 sono stati effettuati 111 campionamenti, mentre nel 2016 erano stati 123. Le matrici più interessate dai controlli sono state pasta e noodles (60 %), granelle, creme e farine di mais, di riso e miste (21%), integratori alimentari e prodotti della pasticceria, panetteria e biscotteria ( 4,5%). Nel 2017 tre campioni sono risultati non conformi per il riscontro di riso Gm non autorizzato in prodotti provenienti dalla Cina. Inoltre “cinque campioni sono risultati positivi, delle 9 positività quasi tutte al disotto del LOQ”.

    Conclusioni – Alla luce dei dati raccolti, il Ministero conclude che “per i prodotti alimentari, sul mercato italiano, permane il rispetto dei requisiti d’etichettatura previsti dalla normativa vigente, assicurando in tal modo l’informazione al consumatore. Si conferma, inoltre, che in Italia la presenza di Ogm, autorizzati e non, negli alimenti continua ad essere decisamente limitata ed a concentrazioni estremamente basse, inferiori al limite di quantificazione”.

    Foto: © Sherri Camp - Fotolia.com.jpg

    redazione 01-09-2018 Tag: ogmetichettaturacontrollisicurezza alimentare
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